ELEONORA ROSSI · mediatrice multispecie
Da piccola sceglievo strani superpoteri.
Quando da bambini giocavamo a “facciamo che siamo dei supereroi e abbiamo dei superpoteri”, ognuno doveva scegliere la propria abilità.
I miei amici optavano per quelle più famose – e obiettivamente fighe – come volare, diventare invisibili, teletrasportarsi.
Io no.
Io sceglievo la capacità di comprendere tutte le lingue del mondo. Perché se capisci chiunque, puoi giocare con tutti.

IL FILO ROSSO
A quanto pare, non era una fase.
A scuola sono arrivati latino e greco. All’università arabo, ebraico, accadico e sumerico. Poi, in tutt’altro codice, anche il linguaggio di programmazione.
La cosa forse più assurda è che i linguaggi che ho imparato davvero a usare — compreso quello di programmazione — li ho imparati da autodidatta. Mi viene naturale cercarne la struttura, riconoscere ricorrenze, collegare pezzi.
Da anni guardo film e serie solo in lingua originale, anche quando quella lingua non la conosco affatto. Coreano, giapponese, turco: non importa. Voglio sentirne i suoni, il ritmo, le pause, le esitazioni, la musicalità.
Perché quando non puoi affidarti al significato letterale delle parole, sei costretto ad ascoltare tutto il resto.
Forse è per questo che, molto più tardi, mi sono accorta che si può ascoltare moltissimo anche dove non c’è una sola parola.
IL CAMBIO DI CODICE
Il primo linguaggio senza sottotitoli.
I gatti, nella mia vita, ci sono sempre stati e ho capito abbastanza presto, soprattutto con loro, che intuire qualcosa non significa necessariamente saperla già spiegare. Una coda che cambia movimento, uno sguardo che si sposta, una distanza mantenuta con precisione millimetrica: tutto poteva avere significato senza diventare una frase.
Il difficile era non avere troppa fretta di trasformarlo in una spiegazione.
Anche tradurre, in fondo, è già interpretare: significa scegliere tra significati possibili, salvare una sfumatura e inevitabilmente perderne un’altra. Con un altro essere vivente, però, decidere troppo in fretta cosa “vuol dire” quello che stai vedendo rischia di farti smettere di guardare proprio quando dovresti farlo meglio.
È con i gatti che ho cominciato a capire che osservare e interpretare non sono la stessa cosa.

NON UNA DOTE MISTERIOSA
Capire al volo non significa indovinare.
Più si osserva, più certi dettagli iniziano a emergere con chiarezza: ricorrenze, variazioni, piccoli cambiamenti che prima sarebbero passati inosservati.
Ma riconoscere qualcosa non significa averla già capita.
HANNO INIZIATO A CHIEDERMI AIUTO
E ho capito dove servivo davvero.
Incontravo sempre più persone che mi chiedevano consigli proprio per le convivenze tra cane e gatto. E spesso chi era in difficoltà si trovava nel mezzo: da una parte chi lavorava soprattutto con il cane, dall’altra chi lavorava soprattutto con il gatto.
Ma nella vita reale non ci sono due casi separati. C’è una sola casa, e dentro ci stanno tutti.
È lì che ho capito che, anche senza superpoteri, potevo fare qualcosa di molto simile a quello che sognavo da bambina: aiutare individui molto diversi a capirsi abbastanza da poter stare – e magari anche giocare – insieme.

Area felina
Mediazione felina
Corso SECUA-EARTH

Area cinofila
Addestramento cinofilo
Abilitazione ENCI
Oggi
Quella storia, oggi, è diventata il mio modo di lavorare.
Quando una convivenza si inceppa, non parto dal cercare “chi è il problema”. Guardo invece cosa sta succedendo intorno: spazi, distanze, accessi, risorse, tempi, possibilità di scelta, modalità di interazione. Perché cane e gatto possono vivere la stessa casa senza viverla nello stesso modo. E spesso è proprio lì, nelle differenze tra i loro modi di leggere ciò che succede, che bisogna cominciare a guardare.
L’obiettivo non è stabilire chi ha torto, ma capire quali condizioni stanno rendendo difficile quella convivenza e quali possiamo modificare.
Osservo

spazi · distanze · risorse · interazioni
Metto in relazione

comportamento · contesto · individui
Lavoro su

gestione · ambiente · comunicazione
IL MIO POSTO NON È AL CENTRO DELLA CASA
È abbastanza vicino da vedere ma abbastanza laterale da lasciare emergere gli animali.
Non arrivo con una storia pronta su chi siano il cane e il gatto. Costruiamo una lettura insieme, verificandola nei fatti e traducendola in condizioni che le persone possano mantenere anche quando la professionista non è presente.
Prima che tu me lo chieda
Ci sono cose che posso fare, cose che possiamo valutare insieme e cose che non sono il mio lavoro.
Ogni situazione parte da una domanda diversa. A volte serve preparare l’arrivo di un nuovo animale, altre capire cosa si è inceppato in una convivenza già avviata. Alcune cose possono essere affrontate molto bene online, altre richiedono di essere viste sul posto.
Il mio lavoro è capire da dove ha senso cominciare, quali strumenti possono essere utili e se quello che emerge rientra nelle mie competenze.
Quando non è così, lo dico. E, se serve, coinvolgere un altro professionista non è un piano B: è semplicemente parte del lavoro fatto bene.
Hai una situazione da raccontarmi?

IL FILO CONTINUA
La pratica mi insegna a osservare.
La scrittura mi costringe a mettere ordine.
Scrivo da molto prima di occuparmi professionalmente di animali, e ancora oggi è uno dei modi che uso per capire meglio quello che studio e quello che incontro nel lavoro.
Scrivere mi obbliga a tornare sui passaggi, cercare connessioni, distinguere ciò che so da ciò che sto supponendo e trovare un modo per rendere comprensibili cose che semplici, spesso, non sono.
È anche da qui che nascono i libri TAOpets.
L’ECOSISTEMA TAO
Tre porte, una stessa idea di relazione.
TAOcat, TAOdog e TAOpets non sono reparti separati. Cambia il punto di ingresso; resta la scelta di osservare individui, ambiente e relazione senza ridurli a una formula.
GATTO
TAOcat
Mediazione felina, ambiente e quotidianità dal punto di vista del gatto.
CANE
TAOdog
Educazione cinofila e relazione con il cane lette nella loro complessità.
CASA
TAOpets
Convivenza multispecie e preparazione all’ingresso di cane o gatto in una famiglia che esiste già.
FIN QUI TI HO RACCONTATO DI ME
Adesso raccontami chi abita con te.
Chi ci vive già? Chi sta per arrivare? Cosa funziona, cosa si è inceppato, cosa ti sta facendo venire qualche dubbio?
Che tu voglia preparare un nuovo ingresso o capire meglio una convivenza già iniziata, possiamo partire da quello che succede davvero a casa tua.
